WaveCamp a mente fredda (in tutti i sensi)

Finalmente ho avuto il mio momento Wow!
Il WaveCamp stato un’esperienza, un momento di aggregazione, di riflessioni e di discussioni produttive; dalla partenza fino al ritorno a casa, una unica grossa (e calda) sessione di ciaco?e sugli argomenti pi disparati: net neutrality, social networks, libert di espressione, censure, common creative, fotografia, gnocca…
Sono contento di rimangiarmi i dubbi che ho esposto nel precedente post, in nessun’altra occasione ho avuto modo di confrontarmi su temi a cui tengo (e che esulano dalla mera informatica tecnica da nerd) con persone che ne sanno ben pi di me e che non se la tirano per questo.
Il viaggio l’ho fatto con Matteo e Ivan: l’ultimo lo conosco da un bel po’, Matteo stata una bellissima sorpresa, i temi che tratta nel suo blog sono veramente interessanti e finalmente ho trovato qualcuno che mi ha spiegato in semplici termini e senza tanti giri di parole cos’ ‘sta semantica.
Anche il talk che abbiamo presentato (Robin Good lo ha trasmesso in diretta web dalla sua mitica postazione e se ve lo siete perso lo trovate sul suo sito in differita) ha avuto un discreto successo, per Dema siamo da quarto posto e anche Antonio Sofi rimasto piacevolmente sorpreso da come con poco (un barattolo di pelati, un pezzo di antenna TV, passione e volont) si riesca a fare tanto; poi ci sono “tutti quelli di cui non ricordo il nome” (s, ricordo le password di centinaia di sistemi informatici che amministro, ma mi dimentico il nome del mio interlocutore dopo 5 minuti, difetto da nerd), e alla fine le “star” della blogosfera italiana: Pandemia, Fullo, Delymyth, Gioxx, Stefano Quintarelli, Robin Good, Stefano Vitta (che non era tanto contento del Linksys che ha resistito sulle fonere tostate dal caldo), Pseudotecnico (e la sua ottima attrezzatura fotografica) e quelli che non ho visto perch me ne stavo sonnecchiando all’ombra della torre-regia del main stage.

E alla fine la polemica, si perch di ‘sto barcamp c’ una sola cosa che non mi va gi: come si fa a rispondere alla domanda “Ma lei cosa ne pensa della ricerca e sviluppo portati avanti in questi anni che hanno permesso di avere formati di compressione audio e video migliori di mp3 e di mpg?” con un idiotissimo “a drizzare le gambe ai cani si perde solo tempo, e si fa male ai cani”?
Scendi dal tuo gradino e guardati attorno come un vero ricercatore quale sei (o dovresti essere)!

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M.A.N. at work

Tutta ieri a pensare ad un titolo per la presentazione di oggi che io, Ivan e Matteo abbiamo presentato al WaveCamp, poi finalmente, alle 3.15 di notte, svegliato di soprassalto dalla sirena di nonsoch, ecco l’illuminazione M.A.N. At Work!
Cos’ sta roba? Nata dalla collaborazione tra ARI di Montebelluna e MontelLUG, M.A.N. at work una rete wifi metropolitana (una man appunto) sperimentale dislocata nei dintorni di Montebelluna (TV): non serve sottolineare che tutto il software utilizzato open source.
A breve verr anche costruito e connesso un sismografo da portare in quota, mentre la protezione civile gi utilizza il servizio per l’interconnessione delle loro sedi.

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Gitarella al WaveCamp

Domani si parte, vado al WaveCamp, con Ivan e Matteo.
Se riusciamo ad inserirci nella miriade di relatori che si sono iscritti sul wiki, presenteremo un progetto che ha visto la collaborazione tra MontelLUG e Radioamatori di Montebelluna, condito da una nota sociale di Matteo.
il primo barcamp a cui partecipo, finora, leggendo le relazioni post-barcamp non mi sono esaltato pi di tanto, ma sentire raccontare da Ivan l’esperienza che ha vissuto all'OpenCamp di Roma mi ha fatto cambiare un po’ idea; e poi di “contorno” c’ l’Italian Wave, dove tra l’altro venerd suonano i soci/amici Mojomatics, occasione per ascoltarsi qualche ora di buona musica live. E conoscere qualche gnocca nuova, che non sta mai male.

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Le fortune vanno sempre agli altri

L’altro giorno mi chiama un cliente: “non mi va l’adsl”; sar colpa dei temporali, penso. Gli faccio controllare il router, era resettato. Si riconfigura tutto per benino e dai log del router risultiamo collegati. “Fai un ping al dns esterno” dico, “non risponde” dice lui. Mmmm…
“Rileggimi l’ip pubblico che ti hanno assegnato”, e con veloce whois mi tolgo l’ultimo dubbio.
“Ok, ho capito, ti hanno cambiato l’adsl. Ieri sera navigavi con Infostrada, oggi hai una bella Alice!”.
Cos, tutto in una notte, Telecom decide di cambiare adsl a un suo non-cliente.
Ed io sono 6 mesi che aspetto il cambio a casetta mia. Vi pare giusto?